venerdì 20 ottobre 2017

E così, forse, sarai felice

Non so perché, ma ho sempre amato le storie in cui, ad un certo punto, il protagonista scopre che le cose non sono come immaginava fossero. Ho sempre avuto un debole per i colpi di scena, per quei momenti in cui pensi 'Oh, wow! Quindi è questa la verità!". Mi piace leggere/vedere/ascoltare storie in cui i colpi di scena ti portano a rivalutare tutto dal principio. Una delle mie fiabe preferite è Cappuccetto Rosso. Ricordo ancora oggi la sorpresa quando scoprii per la prima volta che la nonna in realtà non era la nonna, ma il lupo. Stesso discorso per La bella e la bestia: questo castello abbandonato, questa 'bestia' cattiva, questi strani personaggi, e poi tutto cambia. Se mi seguite da un po' sapete, inoltre, che la mia serie preferita è Lost, e per me Lost è la rappresentazione perfetta di cose che non sono come immaginavi fossero. Da quando scrivo ho sempre cercato di raccontare storie di questo tipo, sia perché mi piace leggerle/scriverle, sia perché le trovo molto affascinanti e, in un certo senso, più vicine di quanto si pensi alla realtà. Nella vita di tutti i giorni non abbiamo a che fare con lupi cattivi, castelli incantati o isole 'magiche', certo, però scommetto che ognuno di noi ha vissuto almeno un 'colpo di scena' che l'ha portato a ritrovarsi spiazzato: un evento drammatico, una sorpresa inaspettata, una verità taciuta per anni. Che fai in quei casi? Che fai quando il colpo di scena non è sulle pagine di un libro o alla fine di un episodio su Netflix? Che fai quando il colpo di scena riguarda te, la tua vita o le persone a te care? Nei miei libri, la risposta a questo tipo di domande è stata, ad esempio, un viaggio a caccia di soluzioni, verità e giustizia (La trilogia di Lilac), oppure una serie di conflitti romantici a base di citazioni nerd (La tentazione di Laura), oppure un'opportunità di crescita personale (L'amore di Audrey). Per quanto i colpi di scena fossero plausibili e realistici, la mia esecuzione, chiamiamola così, è stata sempre caratterizzata da un profondo senso di idealismo. Nelle mie storie, i personaggi crescono, si evolvono, maturano. Cambiano, nella maggior parte dei casi, in meglio. E anche se ciò rappresenta un'interpretazione di cui vado molto fiera, mi rendo anche conto che non corrisponde sempre alla realtà. I miei protagonisti, fino a questo momento, hanno approfittato dei colpi di scena per cambiare, migliorare, crescere, evolversi. Nella storia che sto scrivendo ora, però, l'idealismo non la fa da padrone. Mi sto rendendo conto, capitolo dopo capitolo, che questa è la mia storia più realista in assoluto, il che non è necessariamente una brutta cosa, intendiamoci. I miei soliti 'ingredienti' ci sono tutti, ve lo garantisco, ma stavolta non sono sicura che ogni personaggio terminerà il suo viaggio in una situazione migliore rispetto a quella di partenza. Perché certi colpi di scena ti distruggono, invece di farti evolvere. E perché non sempre, nella vita vera, tutto è idealistico come in un libro dal lieto fine. Lo dico da quando ho iniziato, e lo ripeto anche oggi: scrivere vuol dire crescere, e sono certa che questo libro, più di qualsiasi altro, sarà il frutto di questa nuova parte della mia vita. L'idea di condividere con voi una storia simile - in cui, probabilmente, le spine supereranno le rose e i fiori - mi terrorizza un po', lo ammetto, ma aver paura serve a ricordarti che sei viva, ed essere vivi è bello. Molto bello. Tutto questo per dirvi che il mio prossimo libro sarà per certi versi simile a quelli che lo hanno preceduto, e per molti altri completamente diverso. Più realista, più crudo. E più coraggioso, credo. E COSÌ, FORSE, SARAI FELICE è il titolo del mio prossimo romanzo. Non so ancora quando potrete leggerlo, ma se vi va potete aggiungerlo alla vostra libreria su Goodreads. Grazie per essere arrivati fin qui. E per il supporto che non mi avete fatto mancare MAI nel corso degli ultimi mesi. Vi voglio tanto bene. Buon fine settimana, belle persone. Alla prossima.

domenica 23 luglio 2017

Di grazie e di spugne da gettare.

Quando ho deciso che avrei scritto un post a fine luglio per augurarvi buone vacanze, l'ho fatto pensando che le notizie sarebbero state di questo stampo: buon agosto a tutti, ci rivediamo a settembre con nuovi progetti e nuove uscite librose; ecco le date, ecco le copertine, ecco le trame.

'Pensando', a ben vedere, non è il termine giusto. 'Sperando' si adatta meglio al mio stato attuale.
Speravo che avrei potuto darvi notizie di un certo tipo.
Speravo di farcela.
(Io spero sempre di farcela.)
Ma anche se la speranza è una sensazione genericamente positiva, in questo momento della mia vita non è altro che una presa in giro che suona più o meno così: 'Spero di farcela... anche se sotto sotto so che non riuscirò a farcela'.

Questo per me non è un buon periodo, cari lettori. Non lo è da diverso tempo, ma da brava donna quale sono non faccio che dire a me stessa che sono abbastanza forte per affrontare tutto, che si tratta solo di un ostacolo passeggero, che andare a correre sistemerà le cose, che la musica guarisce i problemi.
Solo che a volte i problemi sono troppo grandi e troppo complicati. O forse sono io ad essere troppo stanca o troppo debole.
Non voglio tediarvi con i miei problemi. Hanno radici molteplici e profonde, e forse la soluzione è anche a portata di mano, ma io ora non la vedo. Non la vedo perché vivo in uno stato (pressoché costante) di ansia, preoccupazione, angoscia, tristezza, senso di colpa, senso di impotenza, e malinconia. La mia mente è parzialmente immersa in un cocktail di pensieri negativi e bui. I miei occhi sono influenzati da tali pensieri. Il mio spirito (in particolare quello artistico) è vinto. Negli ultimi tempi mi ritrovo a vivere 'per obbligo': mi alzo al mattino perché devo, socializzo perché devo, mi nutro perché devo, sorrido perché devo.
So di aver perso la fiammella che mi rende awesome, e francamente non so come riacciuffarla.
Depressione lieve, la definisce il medico, quindi se siete di quelli interessati alle diagnosi, eccovi la mia. Non è la prima volta che ne soffro, ma è la prima volta che il mantello nero dei dissennatori travolge anche la scrittura, l'unica cosa che mi ha sempre dato linfa vitale e forza per affrontare gli ostacoli.

Da un lato ci sono i neuroni - sempre attivi, nonostante la melma nera che mi riempie la testa - e dall'altro c'è la totale incapacità di scrivere qualcosa che sia meritevole di esser letto. Qualcosa che mi renda appagata, felice. Qualcosa che mi aiuti a fare quello che faccio sempre quando scrivo, e cioè capire meglio me stessa e il mondo.
Negli ultimi due mesi ho scritto molte cose: la storia di Charlie, buona parte di quella di Mordecai, i primi due capitoli del seguito di Come l'ultimo rigore, e infine l'inizio di una storia che ha a che fare con una nuova serie di libri.
Quando ho progettato questo post, l'intento era quello di darvi le date di pubblicazione per Charlie e Mordecai, di annunciarvi il sequel e di parlarvi della nuova serie. Purtroppo non posso fare nulla di tutto questo, perché A. ora come ora non so se pubblicherò mai più qualcosa e B. ciò che ho scritto negli ultimi mesi è, ai miei occhi, orribile. E non lo dico nel senso di 'Oddio, mi serve una buona fase di editing'. Lo dico nel senso di 'La fiammella che si è spenta in me si è spenta anche in ciò che scrivo. Non riconosco più la mia voce di autrice. Non riconosco più la mia arte. Non sono contenta e soddisfatta del mio lavoro.'
Mi sto ritrovando a scrivere per obbligo, cari lettori. Mi dico che posso farcela, ma invece detesto ogni minuto passato con Word. Detesto le mie idee, detesto il mio modo di trasformarle in dialoghi, scene, capitoli. Alla fine di una giornata passata obbligandomi a scrivere mi ritrovo con delle parole che detesto profondamente. Ciò mi fa sentire ancora più ansiosa, preoccupata, angosciata, insicura e arrabbiata.

Non mi piace sentirmi così. È orrendo. È frustrante. Raccontare storie è sempre stata una fonte di gioia per me, e questo cambiamento mi sta destabilizzando molto. Non dovrebbe essere così. Non dovrebbe. Essere. Così.

Se ho imparato una cosa nei miei (quasi, manca poco...) 34 anni, è che sempre non è per sempre; che tutto passa; che anche il più buio dei tunnel ha una via d'uscita.
Sono sicura che supererò questa fase. Sono sicura che riuscirò ad avere (anche stavolta) la meglio sui dissennatori. Dentro di me, sotto numerosi strati di melma nera e di pensieri negativi, c'è ancora la ferma convinzione che la vita sia meravigliosa, e piena di opportunità, e degna di essere vissuta. (A ricordarmelo, anche nei momenti più tremendi, ci sono le persone che mi amano e mi vogliono bene, e per questo so di essere tanto fortunata.)
Tuttavia, ora come ora devo fermarmi. Gettare la spugna. Premere Stop. Smetterla di obbligare la mia mente e le mie dita a fare qualcosa che non riescono più a fare.
Ora devo, nonostante non fosse questo il progetto iniziale, dirvi che tutti i miei progetti lavorativi si sono fermati. Ora devo dirvi che non ho la più pallida idea di quando pubblicherò il mio prossimo libro. Ora devo dirvi che non posso più scrivere, e che questa cosa andrà avanti fino a che non proverò di nuovo gioia rileggendo le mie parole.

So che in molti aspettavano la storia di Charlie e Mordecai: mi dispiace davvero di darvi una delusione, ma non riesco a lavorare nel modo in cui ho provato a fare negli ultimi tempi, e cioè con una pistola virtuale alla tempia. Non posso farvi leggere delle storie di cui io per prima non sono orgogliosa e contenta. Non è così che intendo la scrittura. Non è così che voglio essere.
Mi dispiace anche per chi si aspettava altre novità. Ho creduto fino all'ultimo di poter vincere la malinconia che sommerge buona parte della mia creatività, ma davvero non ce l'ho fatta. I dissennatori sono tanti, e il mio Patronus è provato.

Non so quando riprenderò a scrivere. Non so quando pubblicherò qualcosa. Da un lato mi sento in colpa, dall'altro mi dico che forse questo annuncio mi aiuterà a ritrovare un po' di tranquillità. In ogni caso sentivo il bisogno di parlarne, e di farlo così.
Spero possiate capire. Spero possiate aspettare.

E spero, per concludere, che vogliate accettare un GRAZIE più grande di tutti i grazie che vi ho dedicato da quando scrivo e pubblico. Grazie per tutto l'affetto che non mi avete fatto mancare da quando, cinque anni fa, ho deciso di pubblicare da sola il mio primo libro. Il vostro affetto ha contribuito a rendermi un'autrice migliore, una donna più forte, e spesso e volentieri ha spazzato via tanti dei dissennatori. Spero sarà così anche stavolta.

Buone vacanze, belle persone. Mi auguro che la vostra estate sia piena di cose belle, e le vostre librerie (cartacee e/o elettroniche) siano sempre ben fornite.

Alla prossima.

domenica 18 giugno 2017

COME L'ULTIMO RIGORE - copie in vendita da domani

Ciao a tutti, e buona domenica.

In questi giorni molti di voi mi hanno fatto sapere di voler acquistare una copia con dedica di COME L'ULTIMO RIGORE. Grazie per tutto il vostro affetto, davvero.

Le copie saranno in vendita dalle ore 10 di domani 19 giugno sul solito sito, questo. Adesso il sito è chiuso, ma non vi preoccupate: da domani sarà accessibile, e tutti potranno acquistare.
Ho scelto di fare in questo modo perché non ho molte copie a disposizione, e ci tengo a che tutti abbiano la stessa opportunità di partenza per l'acquisto.

Dalle ore 10 di domani il sito sarà visibile, e chiuderà quando tutte le copie a mia disposizione saranno vendute.
Ci saranno come al solito 2 prezzi di vendita, a seconda della spedizione che sceglierete:
- spedizione ordinaria (13 euro)
- spedizione tracciabile (16 euro)

Sul sito troverete tutte le info dettagliate; vi invito a leggerle bene prima di completare l'acquisto.

Grazie ancora per questa dimostrazione di affetto.
Segnate l'ora, mi raccomando.

Buona giornata a tutti,
Ale

lunedì 12 giugno 2017

COME L'ULTIMO RIGORE: giveaway + copie per l'acquisto

Buon pomeriggio a tutti, e buon inizio di settimana.
Dalle mie parti è arrivata l'estate, e anche se ne sono felice perché andare al mare mi piace ammetto che tutto questo caldo mi ha già provata. Ma c'è di peggio, no? Tipo la sessione estiva. (Studenti, stringete i denti. Siate forti e cazzuti, e prendete a morsi i libri.)

Prima di entrare nel merito del post ci tengo a ringraziare tutte le persone che stanno leggendo Come l'ultimo rigore. Sono felice che questa storia a base di amore, calcio e amore e amore e amore vi stia piacendo. Grazie anche per i commenti pubblici e privati lasciati al libro: mi permettono di crescere, e sono un aiuto per i potenziali lettori che ancora non mi conoscono. Grazie davvero.

Se non avete ancora acquistato il libro, o se le copie cartacee fanno per voi, il contenuto di questo post potrebbe piacervi.
All'inizio di questo mese ho ordinato delle copie di COME L'ULTIMO RIGORE. Alcune saranno disponibili nell'ambito dei giveaway. Il primo, su Goodreads, è già iniziato. In palio c'è una copia autografata. Il vincitore sarà scelto automaticamente dal sito, e la copia sarà spedita da me non appena Goodreads mi farà avere l'indirizzo completo.
Nel corso dell'estate organizzerò altri giveaway, tranquilli. Se siete tra quelli che amano tentare la sorte, avrete diverse opportunità.

Se invece siete tra i tanti che mi hanno fatto sapere di voler acquistare a tutti i costi una copia con dedica (a quanto pare i miei libri sono gettonati come regalo di compleanno: grazie!), sappiate che ho deciso di attivarmi per venirvi incontro.
Scrivete entro sabato 17/06 ad alessiaessescrive@gmail.com per farmi sapere se siete ancora intenzionati ad acquistare. In caso affermativo, organizzerò una vendita-lampo di Come l'ultimo rigore. In caso negativo, regalerò le copie in altri giveaway.

Grazie ancora per tutto l'affetto che state dimostrando a questo libro. Per me è molto importante.
A presto,
Ale

mercoledì 24 maggio 2017

COME L'ULTIMO RIGORE - Cover completa

Ciao a tutti!
Tra sei giorni, a quest'ora, molti di voi saranno (almeno spero!) immersi nelle pagine di Come l'ultimo rigore, il mio libro che parla di amore, di calcio, di estate, di serate al cinema, di Brachetto, e di tante altre belle cose.

Questo è un libro pensato e scritto con l'estate in mente, ve l'ho già detto? Qualora siate alla ricerca di una lettura da portare sotto l'ombrellone, Viola e Lorenzo fanno al caso vostro.

Come ho avuto modo di dire in passato, la versione cartacea di Come l'ultimo rigore sarà disponibile solo su Amazon, inMondadori, Feltrinelli, BookDepository (e altri store online), sette giorni dopo la data di pubblicazione.

La copertina è già pronta. Eccola.


I palloncini che avete già visto nella cover dell'e-book fanno parte di una piccola mongolfiera sistemata in spiaggia. Molto romantica, vero? 

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L'edizione cartacea di Come l'ultimo rigore conta 410 pagine. Il formato è 14x21. Le copie saranno stampate e spedite da Amazon. Potrete controllare lo status della consegna in ogni momento, come con un qualsiasi acquisto effettuato online.


Se dell'edizione cartacea non volete sapere nulla perché siete tipi da e-reader, non dimenticate di prenotare una copia entro il 30 maggio per approfittare dello sconto disponibile sul prezzo di vendita. Pagherete Come l'ultimo rigore 2,99 euro, invece di 3,99.
Per prenotare, andate:

Manca poco, cari lettori. Non vedo l'ora!

Alla prossima,
Ale