mercoledì 24 maggio 2017

COME L'ULTIMO RIGORE - Cover completa

Ciao a tutti!
Tra sei giorni, a quest'ora, molti di voi saranno (almeno spero!) immersi nelle pagine di Come l'ultimo rigore, il mio libro che parla di amore, di calcio, di estate, di serate al cinema, di Brachetto, e di tante altre belle cose.

Questo è un libro pensato e scritto con l'estate in mente, ve l'ho già detto? Qualora siate alla ricerca di una lettura da portare sotto l'ombrellone, Viola e Lorenzo fanno al caso vostro.

Come ho avuto modo di dire in passato, la versione cartacea di Come l'ultimo rigore sarà disponibile solo su Amazon, inMondadori, Feltrinelli, BookDepository (e altri store online), sette giorni dopo la data di pubblicazione.

La copertina è già pronta. Eccola.


I palloncini che avete già visto nella cover dell'e-book fanno parte di una piccola mongolfiera sistemata in spiaggia. Molto romantica, vero? 

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L'edizione cartacea di Come l'ultimo rigore conta 410 pagine. Il formato è 14x21. Le copie saranno stampate e spedite da Amazon. Potrete controllare lo status della consegna in ogni momento, come con un qualsiasi acquisto effettuato online.


Se dell'edizione cartacea non volete sapere nulla perché siete tipi da e-reader, non dimenticate di prenotare una copia entro il 30 maggio per approfittare dello sconto disponibile sul prezzo di vendita. Pagherete Come l'ultimo rigore 2,99 euro, invece di 3,99.
Per prenotare, andate:

Manca poco, cari lettori. Non vedo l'ora!

Alla prossima,
Ale

giovedì 18 maggio 2017

Come l'ultimo rigore - Alcune risposte

Da quando ho annunciato la trama del mio prossimo libro, in molti mi hanno scritto per fare alcune domande. Ho deciso di raggruppare qui le risposte ai quesiti più frequenti :)

Domanda n.1
Ale, io non seguo il calcio: posso leggere ugualmente Come l'ultimo rigore?
Risposta:
Sì. Chiunque può leggere questo libro, indipendentemente dalla propria conoscenza dello sport e dalla passione con la quale lo segue.
Come l'ultimo rigore è una storia d'amore, non un trattato tecnico sul pallone. Nel corso del racconto ci saranno riferimenti ad eventi calcistici (alcuni molto importanti e famosi, come ad esempio i Mondiali del 2006) e a campioni conosciuti da tutti (ad esempio Cannavaro, Maldini, Totti), ma in ogni caso la storia girerà attorno alle vicende sentimentali di una coppia, e il calcio sarà soltanto uno dei protagonisti.
Quindi posso dirvi questo: per leggere Come l'ultimo rigore non è necessario che seguiate il calcio, o che conosciate il regolamento di questo sport. Godetevi la storia per quello che è, e cioè una storia d'amore.

Domanda n. 2
Come l'ultimo rigore avrà un seguito?
Risposta:
Come l'ultimo rigore è un romanzo autoconclusivo. Non avrà un seguito, e non dovete aver letto alcun mio libro per seguire la storia di Viola e Lorenzo. (Anche se chi ha letto la mia trilogia distopica ritroverà nel libro alcuni di quei luoghi.)

Domanda n. 3
Ale, non riesco a prenotare la versione cartacea: perché?
Risposta:
Perché Amazon non mi permette di far prenotare la versione cartacea, ma solo quella elettronica. La versione cartacea di Come l'ultimo rigore sarà disponibile 7 giorni dopo la data di pubblicazione, su Amazon, inMondadori, Feltrinelli, e altri store online.


GRAZIE a tutte le persone che stanno prenotando l'ebook di Come l'ultimo rigore su Amazon e su Kobo. Per chi se lo fosse perso, ecco come funziona: prenoti oggi, ricevi il libro sul Kindle/Kobo a mezzanotte del 30 maggio, e solo in quel momento pagherai il prezzo di vendita (2,99 euro, invece di 3,99 euro).

Grazie anche ai blogger che hanno richiesto una copia attraverso questo modulo. Avete ancora qualche giorno di tempo per compilarlo: da lunedì, infatti, invierò i libri a chi ne ha fatto richiesta.

Per oggi è tutto, alla prossima!
Ale

Ps:
Se avete altre domande, lasciate pure un commento, oppure contattatemi in privato ad alessiaessescrive@gmail.com
Risponderò non appena possibile!

venerdì 12 maggio 2017

Consigli molto personali e poco seri per scrittori e aspiranti scrittori - Questione di prospettiva

Da quando scrivo, certi aspetti della mia vita sono migliorati. Sono diventata più sicura di me stessa, con una forte consapevolezza della persona che sono e di quella che voglio essere, per me e per gli altri. Mi sento, per farla breve, un essere umano migliore rispetto al passato.
La scrittura non è l'unico motivo di questo miglioramento generale, ma posso dirvi con assoluta certezza che scrivere mi ha aiutata a vedere la vita (anche la mia vita) con occhi diversi, e ciò a lungo andare si è rivelato molto positivo.

Per scrivere occorrono tranquillità, solitudine, disciplina. Questi elementi permettono a chiunque di entrare in contatto con lati di sé che non si conoscevano, o che più semplicemente si ignoravano. In tal senso, scrivere è un po' come andare in analisi: creare una storia non ha mai a che fare solo con i fatti narrati, i personaggi, o i lettori. Creare una storia ha a che fare prima di tutto con lo scrittore.

Uno dei fattori che ha contribuito, in questi anni, a migliorare alcuni aspetti della mia vita, è stata la necessità di vedere il mondo attraverso gli occhi dei personaggi dei miei libri, persone (in certi casi) molto diverse da me. Il mio consiglio di oggi, quindi, è:

CAMBIA PROSPETTIVA

Nei miei romanzi, l'uso della prima persona non è un caso. Lasciare che sia il mio protagonista a narrare rende necessario che io mi cali completamente nei suoi panni, mettendo da parte me stessa, e vivendo il racconto attraverso i suoi occhi, la sua vita, la sua mente. Ogni volta che scrivo un libro, dunque, cambio prospettiva.
Ogni personaggio dei miei libri ha dei tratti in comune con me - a volte si tratta di dettagli fisici, a volte di esperienze vissute - ma la sua storia deve sempre mettermi in condizione di vedere il mondo con occhi diversi dai miei. Per questo, ad esempio, ho scritto la storia di una fashion blogger (La favola di Thea), o quella di un uomo che s'innamora di un altro uomo (Le notti di Seth) o quella di un'accanita tifosa del Milan (Come l'ultimo rigore).
Scoprire e analizzare il mondo attraverso le avventure di personaggi diversi da me mi ha permesso di accrescere il livello di compassione ed empatia, e ciò mi ha consentito, a lungo andare, di vivere meglio, di ampliare gli orizzonti, di essere una donna più consapevole. Ogni libro rappresenta, per me, una lunga sessione di analisi, ed è anche per questo che adoro scrivere.

Per cambiare prospettiva non basta decidere: 'Ok, scriverò un personaggio diverso da me'. Prima di iniziare a scrivere, infatti, è necessario porsi delle domande su quel personaggio, e tali domande sono utili sempre quando si crea una storia. A me piace arrivare alla scrittura 'preparata'; è vero, a volte è solo scrivendo che  entri in sintonia con i personaggi, ma al tempo stesso bisogna partire da uno scheletro. Ecco alcune delle domande che io mi faccio sempre per costruire lo scheletro dei miei personaggi:
- Qual è il suo obiettivo?
- Come intende raggiungerlo?
- Quali sono i valori in cui crede?
- Quali sono i suoi pregi/i suoi difetti?
- In cosa mi somiglia? In cosa siamo diversi?
- Perché vuole raggiungere quell'obiettivo?
- Fino a dove può spingersi per raggiungerlo?

Ognuna di queste domande necessita di una risposta che ti porta a chiacchierare con te stesso, e ad affrontare il mondo (anche il mondo di fantasia che tu hai creato) con una nuova marcia, con un nuovo approccio.
Se cambi prospettiva, non sarà solo la tua storia a crescere, e il tuo stile ad evolversi, a cambiare. Con il tempo troverai nuovi equilibri, e ciò ti permetterà di avvicinarti alle storie future con più sicurezza, e con più curiosità.

Alla prossima,
Ale

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Nelle puntate precedenti:
- Questione di programmi
Questione di merito
Questione di schiena

venerdì 5 maggio 2017

Consigli molto personali e poco seri per scrittori e aspiranti scrittori - Questione di programmi

Martedì 18 aprile, una donna è stata tamponata in auto a pochi metri da casa mia. La sua auto si è ribaltata, ed è finita nella colonnina della TIM che gestisce telefonia e internet. L'incidente non ha avuto vittime, per fortuna, ad eccezione della colonnina, letteralmente distrutta.
Per quattro giorni, io e molti altri con me siamo tornati al Medioevo, e cioè senza telefono e senza internet. (Lo so che il Medioevo è un'altra cosa, ma ritrovarti di punto in bianco senza internet ti fa sentire inevitabilmente come una persone proveniente da un'epoca lontana).
Sono stati quattro giorni relativamente difficili: dosare i giga sul telefono, vivere senza Netflix... mi sarò chiesta 'Che facevo prima di internet?' almeno cinquanta volte. (La risposta è: studiavo come una brava secchiona, ecco cosa facevo.)

Ad ogni modo, il motivo per cui non ho postato venerdì 21 è che ero senza internet.
La fibra è stata riattivata sabato pomeriggio, e in quell'occasione mi sono detta: 'Ok, venerdì 28 pubblicherò il post su [argomento di cui volevo parlarvi in quell'occasione]'.

Tuttavia, se siete attenti, sapete che neppure venerdì 28 ho postato. Perché?
Perché ho dimenticato di farlo.
"Cazzo, io dovevo postare per la rubrica dedicata agli scrittori!" è stato il mio pensiero di qualche giorno fa, mentre affettavo le verdure per un brodino vegetale. (Amo la pastina col brodino vegetale, e cucinare mi rilassa: sono, al tempo stesso, una bambina di 3 anni e una nonnina di 70.)

Avrei potuto postare due volte in una settimana, invece ho deciso di trasformare questo fail in qualcosa di produttivo, e cioè un insegnamento che probabilmente conoscete tutti, aspiranti o meno: 

PROGRAMMATE IL VOSTRO LAVORO

Sia che si tratti di tenere una rubrica come questa, sia che si tratti della scrittura vera e propria, o delle revisioni: se programmate il vostro lavoro, A. eviterete di perdervi dei pezzi per strada, come ho fatto io, e B. sarete più produttivi.

Quando dico 'programmate', intendo:
1. scegliete degli obiettivi
2. scegliete il modo per raggiungerli
3. considerate un piano B, per gli imprevisti

Liste, appunti mentali o tabelle visive: ognuno ha il proprio modo per fare un programma, sia che si tratti di questioni legate al breve periodo (es. fare la spesa settimanale), sia che si tratti di questioni di medio-lungo periodo (es. programmare una vacanza, scrivere una trilogia, organizzare un matrimonio).

Nel mio caso, il programma per questa rubrica è un gigantesco piano mentale che evidentemente deve diventare scritto, con tanto di notifica sonora per evitare che dimentichi di postare.
Per quanto riguarda la scrittura dei libri, invece, posso dirvi questo: programmare la stesura di una serie, o anche di un romanzo, oppure le revisioni, la promozione, è qualcosa che mi aiuta a non perdere la concentrazione, e ad incanalare le energie verso singoli obiettivi precisi.

Quando ho pubblicato Il desiderio di Violet, avevo già una Moleskine per tutti gli alti protagonisti della serie (incluso Seth, la cui storia è nata come un 'imprevisto'). Se mi seguite, sapete che io scrivo i miei libri su una Moleskine, prima di aprire Word. Ho un mucchio di Moleskine vuote a casa, pronte per essere 'iniziate', non appena le idee arrivano.
Con Laura, Thea e Audrey ho programmato il nocciolo della storia, la data approssimativa di pubblicazione, e i tempi di scrittura e revisione prima di pubblicare Il desiderio di Violet. Lavorare in questo modo mi ha permesso di ottimizzare i tempi, concentrarmi sui personaggi, ed evitare di disperdere energie, come avevo fatto durante la scrittura de La trilogia di Lilac.

In questo momento, so già quali libri scriverò dopo aver pubblicato Come l'ultimo rigore: ho già un piano di lavoro, e due Moleskine piene di appunti. Lavorare in questo modo mi permette di concentrare le mie energie sulle giuste fasi del processo di scrittura, evitare di distrarmi, oppure prendermi una vacanza senza sentirmi in colpa.

Programmare il proprio lavoro può sembrare una cosa incompatibile con la scrittura. 'Le idee arrivano in qualsiasi momento: come posso programmarle?' Il mio consiglio non è quello di programmare le idee, attenzione, bensì di programmare il lavoro che inizia quando le idee sono già arrivate, quando è necessario trasformarle in pagine, quando si raggiunge la fase delle revisioni, quando ci sono delle scadenze da rispettare.

A tal proposito, vi lascio una lista di alcune domande che mi aiutano sempre prima di iniziare la scrittura:
- Quanto sarà lungo questo romanzo?
- Quanto tempo mi occorrerà per scriverlo?
- A chi mi rivolgerò per la fase di ricerca? (Come ricercare certi argomenti di un libro: ne parleremo.)
- A chi mi rivolgerò per le revisioni?
- La copertina: chi se ne occuperà? Come dovrà essere? Dove prenderò l'immagine principale?
- Quando pubblicherò?
- Come promuoverò il libro?
- Ci saranno dei sequel?
- Quante copie dovrò vendere per recuperare le spese? (L'aspetto economico: un'altra questione di cui parleremo presto.)
- Che farò se non riuscirò a stare nei tempi?
- Cosa scriverò dopo?
- Come mi rilasserò alla fine della scrittura?

Le domande possono variare da persona a persona, e da libro a libro. Mi rendo conto che l'idea di programmare possa sembrare eccessiva per qualcuno, e sono sicura che tanti autori vivono benissimo senza fare liste, o senza prevedere gli imprevisti.
Per me, i programmi sono una cosa positiva. Mi aiutano ad affrontare i momenti più difficili del processo di scrittura, e mi permettono di organizzare i progetti futuri.

Agli scrittori e agli aspiranti scrittori che leggono questa rubrica: come organizzate il vostro lavoro? Fate come me, oppure avete un altro metodo? Mi piacerebbe conoscere il vostro parere al riguardo.

Questa rubrica tornerà venerdì prossimo. Promesso.
Buon fine settimana,
Ale

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Nelle puntate precedenti:
- Questione di merito
- Questione di schiena


giovedì 27 aprile 2017

COME L'ULTIMO RIGORE - Copie per i blogger

Ciao a tutti!
Torno a scrivere, stavolta un post diretto ai blogger.
Se avete un blog letterario, e volete dare un'opportunità a me e a Come l'ultimo rigore, potete inviare una richiesta di lettura compilando questo modulo entro il 15 maggio.
Valuterò ogni richiesta personalmente, considerando la longevità e l'attività del blog.

Grazie fin da ora a chi invierà una richiesta.

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(Se non sapete di cosa sto parlando, date un'occhiata al post qui sotto. Come l'ultimo rigore è il mio prossimo libro!)