martedì 14 aprile 2015

I sarti, Mr. Spock e il clitoride

La storia di Laura è nata come un bisogno.
Ho pensato a lei per la prima volta mentre iniziavo a scrivere Segreto. Ero alle prese con le brutture della Roma post apocalittica, e anche se sapevo che di lì a poco avrei parlato d'amore ero cosciente del fatto che quello non era e non sarebbe mai stato un romanzo d'amore. Idem per il libro seguente, Infinito.
Così, se da un lato scrivevo la storia che poi avete letto, dall'altro fantasticavo su una storia molto lontana dalla cattiveria dei romani e dalla follia di Vega G. Lo facevo, sostanzialmente, perché avevo bisogno di una valvola di sfogo.
Per dar retta a quella valvola di sfogo, un giorno in cui Lilac & Co. non volevano saperne di farsi scrivere, ho iniziato a trasformare la fantasia in realtà. Ho scritto il primo capitolo di quello che poi è diventato La tentazione di Laura velocemente, senza badare alla punteggiatura, alla grammatica. Avevo le parole nelle mani, e dovevo tirarle fuori. (Che è un po' quel che accade per ogni altro libro, in ogni altro momento.)
Quando ho concluso la trilogia mi sono tuffata completamente nella nuova storia. Ho ripreso il capitolo scritto di getto e l'ho trasformato nel primo capitolo che leggerete a maggio. Ho preso gli appunti accumulati per un anno e ho iniziato a costruire un nuovo libro.
(Parlo di 'costruire' perché per me, prima di cominciare la scrittura vera e propria, c'è una fase di progettazione; faccio schemi, scrivo timeline, organizzo personaggi e capitoli. Puntualmente questo lavoro va a farsi benedire appena inizio a scrivere la prima bozza, perché il neurone non vuole mai saperne di rientrare negli schemi, ma la progettazione mi aiuta quantomeno a fissare gli obiettivi primari: cosa non accadrà mai nel libro, il finale, la lunghezza massima. Ma mi sto dilungando, meglio tornare in tema.)
Prima di iniziare a scrivere la storia di Laura, è toccata a Violet e David, i protagonisti di Desiderio di Natale. Anche quella storia è nata come un bisogno, e scriverla mi ha permesso di tornare, seppur brevemente, a raccontare storie che qualcuno definirebbe 'vietate ai minori'.
Quando ho preso in mano appunti accumulati e capitolo scritto di getto, sapevo che la storia di Laura avrebbe avuto momenti 'vietati ai minori', ma che stavolta avrei avuto più spazio a disposizione per sviluppare i personaggi, la loro storia, e anche la parte 'vietata ai minori'. Desiderio di Natale è il racconto di una notte. La tentazione di Laura copre, in quasi 400 pagine, un anno di vita dei protagonisti.
Il sesso in un libro è qualcosa su cui si discute molto. Ad alcuni lettori piace, ad altri no. Alcuni lo apprezzano in piccole dosi, mentre altri sono delusi di fronte ad una scena interrotta 'sul più bello'. In alcuni casi, la stessa scena ha un effetto diverso sul lettore, a seconda che il narratore sia un uomo oppure una donna.
Io penso che il sesso faccia parte della vita, e in quanto tale possa entrare tranquillamente in un libro, così come accade per i viaggi in auto, per la morte, per il parto, per gli idraulici e via dicendo. Per quanto riguarda il discorso legato alla quantità, ai dettagli espliciti, al confine (di cui molti discutono) fra erotismo e pornografia, invece, credo che si debba considerare il libro nella sua interezza, ovvero la storia, i personaggi, il clima generale del racconto.
Quando leggo, cerco di individuare il clima del libro dalla trama e dai primi capitoli. Imparo a conoscere i personaggi, lo stile dell'autore, e quando mi trovo di fronte al sesso lo accolgo come farei con un altro protagonista. Non storco il naso di fronte alle scene di sesso più di quanto non lo storca di fronte ad un personaggio piatto o ad una trama poco avvincente. Proprio perché considero il sesso una parte della vita, e penso che in quanto tale possa (e debba) finire nei libri, lo accolgo e lo accetto così come accolgo e accetto i sarti, le fate e i viaggi nel tempo.
I libri in cui il sesso è protagonista sono al centro di tante conversazioni perché il sesso è visto spesso come un tabù, come qualcosa di oscuro e peccaminoso. Per alcuni è grave (o preoccupante, o volgare, o inutile) che in un libro appaia la parola clitoride, o frenulo.
Quando ho iniziato a scrivere La tentazione di Laura, sapevo che il sesso sarebbe stato un protagonista della storia fin dal capitolo numero 1. Sapevo in che modo avrei utilizzato questo protagonista, e sapevo in che modo si sarebbe evoluto, proprio come ogni altro personaggio del libro.
Perché il discorso che facevo poco fa, quello sul clima generale della storia, per me è proprio questo. Puoi inserire il sesso in una scena o in cinquanta; puoi fermarti 'sul più bello' o entrare nel dettaglio per quattro pagine, ma se non fai in modo che il sesso significhi qualcosa, allora hai perso un'occasione. Quando dico 'significhi qualcosa' non parlo necessariamente della magica equazione secondo cui 'sesso = amore = lieto fine'. Parlo del fatto che questo protagonista va trattato come ogni altro protagonista, poiché solo così potrà avere senso e significato, e arricchire l'intera storia.
Con Laura ho fatto questo, mentre scrivevo. Ho dato al sesso un ruolo, l'ho reso protagonista. A volte primario, a volte secondario, ma pur sempre protagonista. E l'ho fatto nel modo che piace a me, da lettrice prima e da autrice poi. Ho tratto ispirazione dai miei autori preferiti (e, in alcuni casi, anche dalla mia vita privata), e ho cercato di dare a questo personaggio lo spazio che secondo me meritava.
Non so se i miei lettori gradiranno ciò che ho creato. Di certo c'è, fra di voi, chi accoglie e accetta il sesso come faccio io. Di certo c'è chi storce il naso di fronte a 'clitoride' e 'frenulo'. Ed è anche giusto che sia così, in fondo: quanto sarebbe piatto, il mondo, se tutti reagissimo a qualcosa nello stesso modo?
In ogni caso, voglio che questo aspetto della storia sia chiaro: il sesso sarà un protagonista, proprio come la ragazza che dà il nome al libro, come William, come il piccolo Christopher, e come la riproduzione in scala di Mr. Spock che Laura custodisce in una nicchia all'ingresso del suo appartamento.
Perché ho voluto renderlo protagonista. Perché è divertente scrivere certe cose. E perché il sesso fa parte della vita. Come gli avvocati, l'asilo e tutte le altre cose di cui sono pieni i libri.

1 commento :

  1. Darei a te il Premio Pulitzer e al sesso un Oscar come Miglior Attore, appena uscirà l'adattamento cinematografico.

    RispondiElimina

Fammi sapere cosa pensi di questo post, lascia un commento! Grazie :D