giovedì 19 giugno 2014

I 3 comandamenti per uno scrittore (secondo me)

Uno dei passi obbligati, per chi inizia a scrivere un libro, è quello di leggere tutto ciò che riguarda l'argomento "Come scrivere un libro". Libri scritti da autori più o meno importanti, pieni di consigli e dritte su come impostare la trama, creare uno sfondo per i personaggi, far avanzare la storia e mille altre tematiche. Online si trovano centinaia di migliaia di post a riguardo, in tutte le lingue: come scrivere una scena d'azione, come conquistare il lettore al primo capitolo, come scrivere una storia fantasy, come scrivere una storia erotica.

Documentarsi su queste faccende è un passo obbligato, dicevo; ogni autore vuole scrivere una bella storia, e quindi è naturale andare a caccia di consigli, soprattutto se questi arrivano da chi ha avuto successo con le proprie storie. On Writing, di Stephen King, è considerato da qualcuno il Vangelo degli aspiranti scrittori.
Anch'io, quando ho iniziato Perfetto, ho fatto scorpacciata di post e libri di questo tipo. Ho letto On Writing due volte, e ho messo fra i preferiti decine di post e articoli scritti da autori YA, da agenti letterari e da editor: consigli per la costruzione di un mondo distopico, struttura dei capitoli, sviluppo dei personaggi principali, caratteristiche dell'antagonista. Ho letto e riletto le stesse cose per mesi, fino a quando sono diventata ubriaca di dritte. Pensavo a mettere in pratica quei consigli mentre scrivevo, e non sapevo più se il mio metodo fosse o meno giusto.

Molte di quelle letture mi sono state utili durante la scrittura della trilogia, e credo che, oltre che obbligate, siano necessarie. Un po' perché fra le tante guide ci sono sempre due o tre cose importanti da mettere in pratica mentre scrivi. Un po' perché ubriacarsi di certe letture ti permette (a me è successo) di guadagnare prospettiva e creare il tuo metodo.
Credo, infatti, che per creare un libro, ad un certo punto sia doveroso allontanarsi dalle regole scritte da altri e farsene delle proprie. Costruire il proprio metodo e seguirlo ignorando i metodi altrui.

E' così che ho fatto con la trilogia, dopo la storica ubriacatura.
Con questo post non intendo fare un elenco di consigli per la scrittura. Quelli validi per me sono, probabilmente, assurdi per qualcun altro. Credo, inoltre, di non potermi definire abbastanza matura, da un punto di vista della scrittura, per mettermi a dispensare regole e dritte.
Ciò che voglio fare, invece, è un elenco di quelli che considero I Comandamenti. A mio avviso, essi valgono per ogni genere letterario e per ogni tipo di scrittore, perché non hanno a che fare con il contenuto del libro, ma con la scrittura vera e propria. Spesso molti dimenticano che è da quella che si parte per arrivare ad un libro. Il mondo, lo sfondo, i personaggi principali, gli antagonisti: queste cose vengono dopo, quando hai già preso in mano carta e penna.

Ecco, dunque, I (miei) Comandamenti. Sono solo tre. Nessun papiro in arrivo :)

1. Se vuoi scrivere, devi leggere
I libri altrui sono, per uno scrittore, cibo per la mente. In essi si trova l'ispirazione, e non parlo di quella necessaria per scrivere la propria storia, ma di quella legata allo stile dell'autore, al modo cui egli mette insieme le parole, chiude e apre i capitoli, sviluppa i personaggi e tiene il tempo della trama. Leggere è la miglior palestra per chi vuole scrivere. E' raro che uno scrittore non legga. E' raro che chi non legge riesca a scrivere.

2. Per scrivere bene devi scrivere con costanza
Sia che si tratti di mille parole al giorno, o di cento, o di tremila: scrivere quotidianamente aiuta a non perdere la capacità di mettere insieme le parole. Sembra una cosa da niente, ma provate a posare la penna per un mese: quando riprenderete sarà come iniziare a correre una maratona tre secondi dopo esservi svegliati. Una bruttissima sensazione, per chi intende scrivere un libro.

3. Scrivi ciò che vorresti leggere, non ciò che piace agli altri
Lo scrittore è anche il primo lettore di un libro. Premesso che in fase di revisione è sempre necessario fermarsi e giudicare (e far giudicare) il proprio scritto, uno degli aspetti più importanti della scrittura è questo: non è possibile creare un buon libro se chi lo scrive non ne è entusiasta. Quando scrivo, non penso a quello che i miei lettori vorrebbero trovare fra le pagine, né ai trend letterari del momento, né ai commenti dei lettori più critici. Il mio unico pensiero, quando scrivo - la molla che mi spinge a scrivere, ad essere precisi - è: Voglio creare una storia che leggerei volentieri se fosse scritta da qualcun altro. Scrivere per accontentare i lettori è assurdo. Scrivere seguendo i trend è svilente. Scrivere quello che ci piace, nel modo in cui vogliamo, è sempre la cosa migliore.


I miei comandamenti finiscono qui. Come ho detto sopra, valgono per tutti e riguardano il cuore di un libro, ovvero la scrittura. Possiamo leggere e rileggere i consigli e le dritte inseriti nei libri e nei post online fino ad ubriacarci, ma è dall'approccio alla scrittura che si comincia, ed è quella, secondo me, la parte più importante. Ogni autore mette insieme le proprie regole scrivendo, scrivendo e scrivendo. Fino a creare il proprio metodo.

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