martedì 11 marzo 2014

F.R. 983 - Un estratto

Come ho detto qualche settimana fa, il 7 Maggio potrete leggere (gratuitamente e online) F.R. 983, la novella che precede Infinito.

La protagonista-narratrice di F.R. 983 è Baguette.
Come ne L'Ultima Voce, anche stavolta il racconto inizia esattamente da dove finisce Segreto.
Come ne L'Ultima Voce, anche stavolta il racconto si svilupperà su due linee temporali: presente e passato.

Quando ho pubblicato L'Ultima Voce vi ho detto: "La lettura di questa novella non è obbligatoria. Non leggerla non pregiudicherà la lettura di Segreto." E in effetti è andata così: chi ha iniziato Segreto senza aver letto la novella non ha avuto problemi a seguire gli avvenimenti di quel libro.
Stavolta, invece, vi dico: "La lettura di F.R. 983 è obbligatoria. Chi vuole leggere Infinito deve leggere F.R. 983." Nell'ultimo libro della trilogia, infatti, si dà per assodato che i lettori conoscano già cos'è accaduto nel passato e nel presente della novella.

Fatta quest'importante premessa, vi lascio ad un piccolo estratto da F.R. 983.


Baguette e Irene sono le protagoniste di questo dialogo.

“Pensa quello che vuoi,” dico, stringendo i pugni. “Tu non mi conosci. Tu non sai cosa ho vissuto. Tu non-"
“Io so che lì,” dice indicando le case, “ci sono delle donne che hanno messo la loro vita e quella dei loro figli nelle tue mani. Sono donne spaventate e insicure, che hanno bisogno di qualcuno che le guidi, di qualcuno che sappia cos’è il coraggio. Hanno bisogno di qualcuno in grado di mettere da parte i demoni del passato, Baguette, e di guardare al futuro. Pensi che i giorni che verranno saranno fatti di musica e caramelle? Pensi che assistere ad un parto sia la cosa più complicata in questo mondo? Se è questo il tuo atteggiamento, se pensi di essere superiore a questo mondo e a quelle donne dimmelo ora, per piacere. Perché non intendo lasciarle nelle tue mani. Non intendo lasciare mia figlia nelle tue mani.”
Lo sguardo che le lancio è di odio puro. “Con che coraggio parli di Lilac. Tu,” dico, puntandole un dito contro. “Proprio tu, che l’hai abbandonata.”
“Vuoi fare a gara a chi ha più colpe nei suoi confronti? Vinco io, non credere che non lo sappia.”

Alla prossima! ;)

2 commenti :

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