domenica 11 settembre 2016

Chi non muore...

Quando ho aperto questo blog, l'ho fatto con l'idea di renderlo un angolo in cui avrei (1) aggiornato i miei lettori sulle questioni relative ai miei libri e (2) chiacchierato di tutto e di più. Un blog, insomma. Per un po' l'ho fatto, ricordate? Bei tempi, almeno per il neurone a capo del blog.
Nell'ultimo periodo non so davvero cosa sia successo, fatto sta che sto utilizzando questo blog solo per le cosiddette "comunicazioni di servizio": il mio prossimo libro esce in data X, ecco la copertina del libro Y, se volete prenotare una copia cliccate qui.
La mia attività di blogger (qualora lo sia mai stata) è andata via via rimpicciolendosi, e onestamente non so perché. Me ne dispiaccio, perché - nonostante la mia presenza sui social - questo angolo è e rimane una delle mie case preferite.
Sicuramente questo senso di colpa - Ale, sei pessima, 300 persone seguono il tuo blog e tu non posti mai un cazzo - è tutto nella mia testa. Probabilmente non frega niente a nessuno dei miei post, ma vabbè. Ci tenevo a dirvi che mi sento una merdina per i periodi di assenza interrotti solo da "comunicazioni di servizio".

Mi auguro che questa estate sia stata piena di belle cose per tutti voi. La mia è stata altalenante, soprattutto per quanto riguarda la salute e la scrittura.
Dopo diverse settimane di dolori "inspiegabili" e sintomi "strani", ho scoperto di avere una tendinopatia all'adduttore della coscia sinistra. Niente di relativamente grave, ma è una rogna. Mi auguro di riuscire a recuperare bene, anche perché non vado a correre da giugno, e la mia psiche comincia a risentirne. Quella, e il culone, a cui serve poco per lievitare come un panettone.

Ma veniamo alle faccende relative alla scrittura.
A maggio, dopo la pubblicazione de Le notti di Seth, ho ripreso tra le mani un libro con cui combatto da novembre del 2014. Si tratta di una storia molto personale, completamente diversa da tutto quello che ho pubblicato finora. Per queste ragioni ho usato e uso il verbo combattere. Scrivere questo libro è stato doloroso, revisionarlo lo è stato ancora di più. Dal 2014 mi sono ritrovata più volte sul punto di dire 'Ok, la storia è pronta: posso condividerla con il mondo', ma alla fine non ce l'ho fatta. All'inizio mi dicevo che rimandavo perché dovevo apportare qualche modifica, o perché non volevo 'interrompere' la pubblicazione della serie romance, ma la realtà - una realtà con cui ho fatto i conti questa estate - è diversa. Il motivo per cui non riesco a pubblicare questo libro è che in questo libro manca il mio protagonista preferito, ovvero l'Amore. Ho scritto, per la prima volta dal 2008, una storia in cui non c'è Amore, e so che ciò a qualcuno potrà sembrare incomprensibile, ma è per questo che non sono capace di pubblicarla.
E non parlo di Amore in termini di 'lieto fine, sbaciucchiamenti, blablabla'. Parlo di Amore nel senso più ampio possibile. Ogni pagina del libro è intrisa di buio, di dolore. E anche se sono convinta che la mia storia meriti di essere letta, continuo ad essere restia all'idea di condividerla.
Questa estate ho ammesso a me stessa "Ale, hai scritto un libro privo di Speranza, di Redenzione, di Cambiamento, e di Amore: ecco perché non lo pubblichi". Non è stato semplice ammetterlo, e non solo per una questione professionale/creativa: questa storia è estremamente autobiografica. Probabilmente è anche per questo che ci combatto da quasi due anni.

Avevo intenzione di pubblicare Libera (questo è il titolo del libro) alla fine di settembre, ma ancora una volta mi trovo a dover riporre la storia in un cassetto. So che un giorno potrete leggerla, so che prima o poi supererò questo blocco, ma per ora non se ne parla.

Avrei potuto continuare a tacere in merito a Libera, ma crescere vuol dire anche aprirsi, e chissà, magari parlandone pubblicamente riuscirò a lanciare il cuore oltre l'ostacolo anche stavolta. Lo spero proprio.

In questo momento sto lavorando al quarto libro della serie Nel cuore di New York, ovvero alla storia di Audrey, l'amica di Laura e Thea.
Come ho già avuto modo di dire, questa sarà una storia difficile da scrivere. "Che fai, quando l'amore della tua vita non è più l'amore della tua vita?" è la domanda da cui inizia la vicenda di Audrey. Personalmente, mi sento molto legata a lei e alla sua storia. Spero davvero che Audrey vi conquisti, e che la conclusione di questa serie vi piaccia così come sta piacendo a me scriverla.
Vorrei dirvi di più in merito alla storia, ma non ho ancora buttato giù una sinossi completa, quindi vi lascio ad immaginare :D

Nel cuore di New York terminerà con la storia di Audrey, ma - per una ragione di cui non posso ancora parlare (fidatevi del neurone) - dopo la pubblicazione di quel libro scriverò altre due storie ambientate nella Grande Mela: una sarà narrata da Charlie, protagonista de Le notti di Seth, e l'altra sarà narrata da Mordecai, il protagonista maschile de La favola di Thea.
Non posso dirvi molto in merito alle loro storie. Se lo facessi, pregiudicherei la lettura della storia di Audrey.

A partire da domani mi eclisserò come al mio solito per dedicarmi completamente alla scrittura. Niente social, niente post, niente di niente. (Se avete bisogno di contattarmi, fatelo via e-mail, ad alessiaessescriveATgmailDOTcom)

Leggerete la storia di Audrey entro marzo 2017. In questo momento non posso darvi una data più precisa, ma non appena ne avrò una sarete i primi a saperlo. Promesso.

E siccome non mi va di continuare a chiamarla "la storia di Audrey", eccovi titolo e cover provvisoria del mio prossimo libro:




L'AMORE DI AUDREY è un titolo meraviglioso, per una storia meravigliosa.
E se lo dico io che sono l'autrice potete crederci, giusto? ;)

L'amore di Audrey (Nel cuore di New York #4) sarà, come tutti quelli che l'hanno preceduto, un romanzo autoconclusivo. Se siete su Goodreads, potete già aggiungerlo alle cose da leggere.

Mi auguro che non abbiate sbadigliato molto durante la lettura di questo post.
Grazie per essere arrivati fin qui, e per tutto l'affetto che dimostrate quotidianamente a me e ai miei libri. 

5 commenti :

  1. Audrey mi era piaciuta molto, perciò non vedo l'ora di leggere del suo amore :)
    E leggerei con piacere anche Libera. Le storie tormentate sono sempre quelle che toccano di più noi lettori, perciò non avere paura. Lanciati, senza pensarci troppo. Senza se, senza ma. Ci saranno lettori che apprezzeranno il tuo libro, fidati :)

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  2. Ale...leggeremo la tua storia quando sarai pronta a condividerla e dentro di te saprai che è il momento giusto.
    Sono molto curiosa di leggefe la storia di Audrey: di tutte le ragazze della storia, è quella che sento più vicina e simile..!
    Mi spiace per la corsa, io sono ferma da luglio per la caviglia che mimfa veder le stelle ��

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  3. Pubblica quando vuoi. Non ci saremo.

    Audrey già la amo.

    Buona scrittura.

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  4. Alessia sentiti libera di scrivere ciò che vuoi. Io lo leggerò. Aspetto con ansia i frutti dei tuoi neuroni.

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  5. Aspettiamo con ansia tue news. In bocca al lupo per il tuo problema alla coscia. Cari saluti.
    Cinzia

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