martedì 15 gennaio 2013

"Lo stupro è un atto orribile, però..."

E' da qualche giorno che intendo scrivere questo post.
Ho evitato finora perché questo blog non è mai stato un luogo in cui chiacchierare di certe cose. Ma c'è sempre una prima volta, suppongo, e la questione mi preme particolarmente, per cui ho deciso di mandare all'aria gli indugi e dire la mia.

La molla che ha fatto scatenare tutto è stata la notizia apparsa sui giornali e nei tg qualche giorno fa.
Una giovane ragazza è stata ritrovata nel bagno di una discoteca a notte fonda. Priva di sensi, è stata condotta in ospedale perché in coma etilico e lì sembra sia stato scoperto che la ragazza è stata stuprata.
La notizia porta con sé diversi punti interrogativi. Alcuni riguardanti i fatti, poco chiari sia alla ragazza che ai Carabinieri. Alcuni riguardanti il modo in cui l'avvenimento è stato riportato dai media. Alcuni danno per scontato lo stupro, altri parlano della possibilità che la giovane fosse anche sotto effetto di droga, e così via.

La cosa che mi ha fatto riflettere non è stata la notizia in sé, quanto uno dei commenti apparsi online.
Il commento in questione era scritto da chi sosteneva di non avere alcun sentimento positivo nei confronti della vittima. Nessuna compassione, nessuna pietà.
Era ubriaca, perché dovrebbe dispiacermi se è stata stuprata?
Certo, è una cosa brutta, ma se la prossima volta evita di bere magari non finisce mezza morta nel bagno di una discoteca.
Non ricordo tutto il commento, ma il succo era questo.
Perché dispiacersi per una donna violentata? In fondo era ubriaca. Talmente ubriaca da ritrovarsi in coma etilico.

Troppe volte, nella mia vita, ho sentito frasi del genere in relazione alla violenza sessuale.
Una ragazza viene stuprata alle tre di notte mentre torna a casa dopo essere andata a ballare? Le sta bene, sarebbe dovuta tornare prima, o non uscire affatto.
Una donna viene molestata sul luogo di lavoro dal collega o dal capo? Sicuramente sarà andata in giro con una gonna troppo corta. Sicuramente sarà una poco di buono. Meglio che si cerchi un altro lavoro ed eviti di raccontare quello che è successo: gli altri penserebbero certamente male di lei.
Una ragazza viene stuprata dopo aver più volte rifiutato le avances di un amico? Probabilmente avrà flirtato troppo, e quando lui si è fatto avanti ha deciso di fare la stronza e tirarsi indietro. Il flirt ti va bene, ma quando poi le cose si fanno più intense gridi alla violenza? No, carina. Te la sei cercata.

Il solo scrivere questi scenari mi dà il voltastomaco.

L'idea che lo stupro sia giustificabile è oscena.
L'idea che una donna (o un uomo: non dimentichiamo che anche gli uomini sono vittime di violenze) possa in qualche modo meritare, cercare, istigare o richiamare a sé la violenza è oscena. Disgustosa. Schifosa.

Molte persone, a torto, confondono lo stupro con il sesso. E si sa, la nostra società porta avanti da secoli l'idea che, quando si parla di sesso, la donna è sempre colpevole, mentre l'uomo può concedersi di tutto.
Lo stupro, però, non ha niente a che fare con il sesso.
Chi stupra, chi violenta, non è interessato ad ottenere piacere fisico.
Chi stupra, chi violenta, ha un solo scopo: imporre se stesso su un altro essere umano. Dominare. Conquistare con la forza. Prevalere.
Non c'è nulla di sessuale in questo. Non c'è nulla di sessuale nella violenza imposta.

E quando una donna soccombe alla ferocia di chi deve necessariamente violarla per sentirsi superiore, quella donna si spegne. Smette di essere ciò che era prima.
Proprio perché non si tratta di sesso, ma di violenza. Psicologica, oltre che fisica.

Lo stupro è un atto orribile, però... è un titolo volutamente provocatorio.
In molti pensano che "...però se l'è cercata."
In molti dicono che "...però non mi dispiace neanche un po', in fondo era ubriaca."
In molti credono che "...però è sempre andata con tutti, e ora si lamenta perché l'hanno violentata?"
Come se essere ubriaca fosse un semaforo verde.
Come se indossare abbigliamento "provocante" fosse un lasciapassare.
Come se flirtare equivalesse ad accettare di sottomettersi alla violenza non gradita e, soprattutto, non richiesta.

Molte persone credono che esistano cause giustificabili per lo stupro.
Pensano che, comportandoti in un determinato modo, mai nessuno abuserà di te.
Sono convinte che se vai in giro mezza nuda, un uomo è autorizzato da Dio a ficcarsi fra le tue gambe... e non importa il tuo volere.

Come se la colpa potesse gravare su chi viene violato, non su chi attua violenza.

La cronaca fatta dai media mostra raramente fatti differenti, c'è da dirlo. Fatti che forse (ma non ne sono poi così certa) potrebbero orientare la discussione verso la giusta direzione.
E' raro che si parli delle donne abusate dai mariti, dai fratelli, dai padri, dai fidanzati, dai nonni. Udite udite: in Italia sono la maggioranza di quelle violentate.
E' raro che si parli delle donne che vestono una divisa e che vengono violentate dai colleghi maschi. Accade in tutto il mondo, ma guai a parlarne.
E' più facile parlare di una diciottenne in coma etilico in discoteca. Perché i giovani amano sballarsi, perché dovrebbero starsene a casa invece di andare a cercare guai, perché "la colpa è tutta delle discoteche in cui possono bere e drogarsi."

Io non so in quale caverna vivano le persone convinte che esista una giustificazione allo stupro, o che una donna (o un uomo) possa meritare un atto simile.
Io non so come possano avere il coraggio di esprimere giudizi negativi su una donna che è stata abusata.
Ammetto che tali convinzioni mi disgustano come poche altre cose al mondo.

Non c'è nulla di relativo nello stupro. Nulla di discutibile, nulla di giustificabile, nulla di accettabile.

Sogno una società in cui la donna vittima di uno stupro viene creduta, protetta e aiutata.
Spesso, invece, si dubita della sua parola, si pone l'accento sui suoi gusti sessuali o sulle sue esperienze passate.
E' orribile. E' disgustoso.
Soprattutto, fatemelo dire, quando quei dubbi e quegli sguardi di rimprovero arrivano proprio dalle donne.

Il commento di cui ho parlato in alto è stato scritto da una donna, e la cosa mi ha indignata ancora di più.
Non so se si tratta solo di una questione di vita nelle caverne o se l'educazione ricevuta ha l'effetto di un paraocchi, o se certa gente vive senza il dono dell'immaginazione e della compassione.
Fatto sta che io sono indignata, e ci tenevo a dirlo.


5 commenti :

  1. Hai assolutamente ragione in ogni singola parola che hai scritto.
    Mi domando se le persone che lasciano quei commenti abbiamo mai conosciuto una persona che ha subito violenza. Non si rendono conto di cosa ha affrontato e deve affrontare? Non lo sanno quanto si vergogni di se stessa per l'atto commesso da un altro? Non lo sanno che si sentono in colpa e per questo, molte volte, non ne parlano con nessuno?
    Leggere di persone che scrivono cose del genere mi fa porta a chiedere se esista un po' di umanità in loro. Potrebbero essere colpevoli tanto quanto chi ha commesso l'atto, dato che lo giustificano così apertamente.
    Che delusione!

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  2. sono d'accordo con te, Ale.
    il problema è la mentalità.. tutte ci sentiremmo colpevoli e in torto se ci succedesse, per lo stesso motivo per cui è scontato che le faccende di casa spettano alla donna, anche se lavora fuori come e più del marito.. critichiamo tanto le altre culture ma poi certi retaggi rimangono nel nostro DNA come una cancrena.io a costo di sembrare una "lurida femminista(citazione di una simpatica signora)" cercherò di insegnare a mia figlia che a prescindere dalle conseguenze in società nessuno è autorizzato ad abusare di lei. e spero che mi ascolti.

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  3. Sono d'accordo con tutto quello che hai scritto...non esiste uno stupro più giustificato rispetto ad un altro...proprio qualche giorno fa leggevo di una prostituta che è stata violentata con la minaccia di un coltello alla gola...i commenti sotto l'articolo mi hanno fatta vergognare di appartenere alla razza umana. Gente che ha liquidato la questione con un "beh, ma quella è una prostituta, che le è cambiato rispetto a quando la pagano?"
    Io non capisco come si possa essere così menefreghisti da liquidare una notizia del genere in questo modo. Siamo nel 2013 e ancora si giustificano gli stupri dietro a frasi come:
    - era ubriaca...
    - si veste troppo scollata...
    - se flirta allora ci deve stare di sicuro...
    - era in giro da sola di notte che si aspettava...
    O peggio ancora se caso mai hai fatto lo sbaglio di avere un'avventura di una notte allora l'uomo con cui ti sei intrattenuta è giustificato a poter fare quello che vuole ogni volta che vuole. E se tu non hai le stesse intenzioni mica è stupro...già l'avevi fatto con lui, che pretendi?!?
    E la cosa più schifosa è che, come hai già detto tu, molti di questi commenti arrivano dalle donne.
    Io non giustificherei mai un uomo che stupra una donna, neanche se quest'ultima stesse girando nuda per la strada.

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  4. E' avvilente e infinitamente triste che un essere dotato di cervello cerchi di giustificare un atto orribile come lo stupro. Come fa certa gente solo a pensarlo? Com'è possibile che non si vergogni a dirlo?
    Grazie per questo post. E' importante far sentire la voce di chi da questa gente è disgustato. Non c'è giustificazione per lo stupro. MAI!

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  5. Che tristezza :/
    Non potrei che essere più d'accordo!

    Vorrei vedere se la cosa capitasse alle persone che scrivono certi commenti -.-" sicuramente cambierebbero opinione -.-"

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